Un sorriso più bianco con la lampada led

Un sorriso più bianco con la lampada led
Secondo dati recenti dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC), ogni anno, in Italia, circa 120 mila pazienti si sottopongono al trattamento di sbiancamento dentale, uno dei trattamenti di odontoiatria estetica più richiesti.

La scelta della tecnica deve essere attenta per ottenere risultati validi e sicuri senza intaccare lo smalto.

Diversamente a quanto comunemente si pensa non è lo smalto a conferire il colore dei denti. Esso, infatti, è traslucido e dalla sua superficie traspare il colore della dentina sottostante, che per sua natura, presenta già moltissime variazioni di colore tra individuo ed individuo, è come il colore dei capelli, ognuno ha il suo più o meno chiaro e trasparente. I canini, per esempio, per loro stessa caratteristica naturale hanno un colore meno bianco se paragonati agli altri elementi dentali. Per questa ragione desiderare denti bianco latte a tutti i costi quando il loro colore naturale tende al giallo, o leggermente scuri, è un’impresa difficile e si rischia anche di danneggiarli.

La causa delle macchie

Con il passare degli anni, la dentina, tende ad ispessirsi e diventa color avorio visibile attraverso lo smalto dei denti, che perdono la loro brillantezza. A cambiare il colore del sorriso contribuisce anche il consumo di sostanze come:
  • fumo: la nicotina oltre a ingiallire i denti gli conferisce anche una spiacevole colorazione scura.
  • caffè, tè, vino, liquirizia e succo d’ananas: depositano i loro pigmenti sui denti ingiallendoli.
  • antibiotici: in particolare le tetracicline, se assunte in gravidanza e in età infantile (2/3 anni), possono provocare macchie di colore marrone, complicate da eliminare.

Lo sbiancamento con la lampada led

I trattamenti sbiancanti professionali presso le Dental Unit, grazie all’utilizzo di metodologie efficaci e strumentazioni all’avanguardia in campo odontoiatrico, sono in grado, non solo eliminare le macchie provocate da bevande e alimenti, ma anche migliorare l’estetica dei denti devitalizzati

In primo luogo si fa una visita preliminare in cui lo specialista, parlando con il paziente, può capire se la colorazione dei denti deriva da abitudini scorrette o se è dovuta a pigmenti che si trovano nella dentina.

Vediamo nel dettaglio le fasi salienti della procedura
  • Qualche giorno prima di sottoporsi a qualsiasi trattamento sbiancante è necessario fare un’accurata pulizia dentale;
  • Poi specialista e paziente, scelgono il livello di schiarimento grazie ad una scala colorimetrica;
  • Prima del trattamento, si fotografano entrambe le arcate così da poter confrontare il risultato al termine della procedura;
  • Dopo aver posto sulle labbra delle protezioni in gomma  e sulle gengive un gel desensibilizzante,  il dentista applica sui denti  un gel a base di perossido di idrogeno, principio attivo dell’acqua ossigenata, o di carbamide;
  • Dopo di che si utilizza una lampada a led. La sua luce attiva il perossido di idrogeno che inizia a rilasciare radicali liberi i quali, penetrando nello smalto, vanno ad attaccare le piccole particelle che compongono le macchie (le molecole pigmentate), distruggendole tramite una reazione chimica (ossidoriduzione);
  • In seguito all’irradiazione il soggetto deve rimanere in posa per circa 30 minuti, in modo che il prodotto finisca la sua azione schiarente. In seguito viene rimosso il gel. Il massimo dell’effetto sbiancante è visibile dopo alcuni giorni dal trattamento.
Tale trattamento è da evitare in presenza di gengive infiammate, carie, afte, denti malati, donne in gravidanza o che allattano.

Indicazioni da seguire dopo lo sbiancamento

E’ possibile avvertire, per qualche giorno, un aumento della sensibilità dei denti e delle gengive.
Nei 2 giorni successivi allo sbiancamento, si consiglia vivamente di evitare l’assunzione di cibi contenenti pigmenti ad esempio sughi, bibite con coloranti artificiali, caffè, liquirizia, vino rosso, tè nero e, per i fumatori, astenersi dal fumare.

I denti si mantengono bianchi, prima di tutto, con un’adeguata prevenzione, evitando gli alimenti e le sostanze scurenti, menzionati, ma anche pulendoli bene ogni giorno ed effettuando, ogni 6/12 mesi, regolari sedute di pulizia professionale in studio.


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